Il M5S: “A Senigallia gli anziani sono ormai cittadini di Serie C”
“Aumenti delle rette nelle case di riposo. Famiglie in crisi. Il sindaco cosa fa?”
SENIGALLIA – Dal Movimento 5 Stelle di Senigallia, parte del gruppo territoriale Val Misa, riceviamo: “Nel 2050 i marchigiani con almeno 65 anni saranno il 37,6% della popolazione, a fronte del 25,4% attuale. A Senigallia i Residenti con almeno 65 anni (secondo l’ultimo censimento del 2021) erano 11.747, pari al 26,5% dei 44.323 cittadini totali. La popolazione si invecchia sempre di più, mentre i servizi per gli anziani hanno un costo sempre maggiore, che in alcuni casi non corrisponde ad un livello di assistenza qualitativamente alto. E la quota regionale destinata a questo capitolo è talmente irrisoria che soddisfa in minima parte queste esigenze.
“E’ di questi giorni la notizia che verranno aumentate le rette mensili per gli anziani e malati, ospitati in alcune strutture regionali che riguardano anche la nostra città (l’Opera Pia Mastai Ferretti). Ormai da tempo denunciamo una situazione che ormai sta diventando cronica, cioè quella che riguarda i costi delle strutture per anziani, che puntualmente dalle Regioni vengono scaricate sulle persone ricoverate e sulle loro famiglie, e questo è inaccettabile.
“Noi ci siamo attivati da tempo nelle sedi opportune, con i nostri delegati, E’ stato presentato un disegno di legge (DDL) sul caregiver familiare, dai senatori Barbara Guidolin, Sergio Romagnoli e tutti i partecipanti del Movimento 5 Stelle alla Commissione Lavoro, nella 18ª legislatura. Tale DDL (bocciato dal centro-destra) mirava a:
– Riconoscere ufficialmente il ruolo dei caregiver familiari, fornendo loro un supporto adeguato.
– Prevedere misure di sostegno economico per i caregiver, al fine di alleviare il carico finanziario che spesso accompagna la cura di un familiare non autosufficiente.
– Garantire i diritti dei caregiver, inclusi il diritto al riposo e alla salute, e a prevenire situazioni di burnout.
“Il Governo che ha ridotto significativamente i fondi destinati alle persone con disabilità. Secondo le informazioni disponibili, il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità è stato ridotto a 231,8 milioni di euro per il 2024, rispetto ai 581,8 milioni previsti per il biennio 2024-2025. Questo rappresenta un taglio di circa 350 milioni di euro rispetto ai fondi precedenti.
“Noi 5 Stelle di Senigallia e della Valle del Misa chiediamo a gran voce che il Sindaco Olivetti (la massima carica cittadina in ambito sanitario), che ha vinto la sua campagna elettorale anche perché era Presidente del Comitato Cittadino Difesa Ospedale Senigallia (e finora da primo cittadino ha fatto poco o niente per meritarsi i voti di chi lo ha sostenuto per dare battaglia e difendere le nostre strutture socio-sanitarie), si decida ad avviare un confronto urgente con la Regione Marche (stesso colore politico) sulla condizione delle case di riposo nel nostro territorio, per affrontare le problematiche delle persone ricoverate, delle loro famiglie e di tutte quelle persone non autosufficienti che aspettano un ricovero. E che Olivetti renda pubblicamente conto di questa istanza.
“Sono ormai migliaia le famiglie che si trovano in un vicolo cieco, che non consente più di sostenere i costi dell’assistenza per i propri anziani non autosufficienti. Sia che si opti per la casa di riposo, sia che si consideri la strada dell’assistenza domiciliare attraverso una figura professionale, in entrambi i casi i costi sono diventati proibitivi.
“Alcune spese ricadono sulle spalle dei famigliari, le cui casse, a salari fermi, e con una inflazione ancora capace di pungere soprattutto sui beni energetici e sui beni alimentari, vengono prosciugate. È pertanto giusto e necessario che quando ci si trovi in presenza di casi gravi per i quali l’assistenza sanitaria è prevista dalla legge, a farsi carico delle cure sia il pubblico.
“Non ci stancheremo mai di ripetere che l’invecchiamento della popolazione è un fatto sociale che riguarda la collettività e, come tale, non può essere scaricato soltanto sulle spalle delle famiglie dove sono presenti anziani non autosufficienti.
“Tra l’altro è doveroso sottolineare come la crisi delle famiglie stia precludendo l’accesso al mercato del lavoro a molte donne che, nel tentativo di far quadrare il bilancio familiare, si dedicano sempre di più a lavori non retribuiti di cura dei propri famigliari anziani, ponendo così un serio ostacolo a loro stesse, allo sviluppo del Paese e del territorio.
“Non possiamo più permetterci passi indietro nella cura degli anziani. È urgente, necessario e improrogabile affrontare questa vera e propria emergenza, che chiama tutti i soggetti istituzionali a fare la propria parte, a cominciare da un serio impegno a livello nazionale nel dare gambe alla Riforma sull’Invecchiamento, che non trova certo risposta nella cosiddetta Prestazione universale entrata in vigore lo scorso gennaio, che tutto è fuorché universale.
“Oltre che calmierare i prezzi, bisogna aumentare la dotazione di posti letto, assecondando la spinta che viene dalle strutture del territorio per adeguare la domanda ad una offerta spesso inadeguata. Perché stiamo assistendo a liste di attesa sempre più numerose, popolate da casi anche gravi.
“Le RSA sono parte integrante dell’offerta socio assistenziale di cui anziani e famiglie avranno sempre più bisogno. Non possiamo rassegnarci all’idea che la cura dell’invecchiamento sia affidata al libero mercato né tantomeno all’idea che un ricovero necessario diventi un bene di lusso.
“Bisogna trovare i fondi dalle tasse che già pagano i cittadini, sia per le strutture, che per pagare il personale in maniera dignitosa. I sacrifici comincino a farli i politici a Roma e in Regione!”
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