IN PRIMO PIANOPOLITICASENIGALLIA

Il sindaco di Senigallia: “La raccolta dei rifiuti non può essere gestita con un appalto scaduto da molti anni”

di MASSIMO OLIVETTI*

SENIGALLIA – Di solito evito dibattiti strumentali e costruiti ad hoc da chi non ha alcuna cognizione dei fatti ed ha come unico scopo quello di confondere l’opinione pubblica.

L’assurdità delle tesi di chi scrive senza sapere è, a mio avviso, così evidente agli occhi dei lettori da non meritare alcun commento.

Così, riguardo alla sentenza del TAR che ha annullato la delibera dell’ATA sul gestore unico e agli ultimi interventi sulla stampa locale di alcuni rappresentanti della sinistra, avevo intenzione di mantenere la mia posizione, ma il comunicato della sindaca di Arcevia, Marisa Abbondazieri, merita una risposta.

Voglio innanzitutto ribadire che in tutti i verbali dell’Assemblea Territoriale di Ambito e sulla stampa ho sempre affermato di essere pienamente favorevole alla gestione pubblica del servizio di raccolta dei rifiuti.

Non ci sono dubbi sulla mia posizione, avendo anche votato un documento in tal senso.

Chi cerca di spostare la questione su questo piano lo fa, come spiegherò tra poco, solo per distogliere l’attenzione dei cittadini da una vicenda dai contorni davvero incredibili.

Aggiungo che ho già fatto questa precisazione nell’assemblea del 27 settembre 2024 a Jesi, quando ho espresso il mio voto contrario alla proposta di delibera oggi annullata dal TAR.

Lo ribadisco qui, innanzi tutto per farlo conoscere a Marisa Abbondazieri che ricordo non partecipò al dibattito né alla votazione, dato che non fu presente a quell’assemblea così topica per i nostri territori.

Lo faccio anche per fugare qualsiasi dubbio e mettere a tacere le strumentalizzazioni sul mio voto, sollevate da vari consiglieri comunali di minoranza e, addirittura, dal consigliere regionale di minoranza Maurizio Mangialardi.

Come ho già avuto modo di ripetere in ogni sede, e come emerge dal verbale della seduta del 27 settembre, il mio voto contrario deriva dal fatto che insieme ad altri Sindaci avevamo ravvisato nella delibera una serie di criticità, tra cui l’assenza di qualsiasi vantaggiosità economica della proposta, elemento fondamentale richiesto dalla legge per considerare la decisione legittima.

Di fronte a queste palesi criticità avrei dovuto, come sostenuto in Consiglio Comunale da Romano, seguire la massa, votando a favore della delibera e quindi far finta di nulla?

Per me, ovviamente, no, soprattutto considerando che le conseguenze negative di questa vicenda ricadono su tutti noi cittadini.

Ricordo che questa è la terza delibera dell’ATA relativa alla gestione in house annullata dalla magistratura:

  • La prima è quella del luglio 2017, che prevedeva la costituzione di una società consortile per gestire in house il servizio (approvata con il voto favorevole dell’allora Sindaco di Senigallia), annullata prima dal TAR Marche nel gennaio 2018 e poi dal Consiglio di Stato nel novembre 2018.
  • La seconda è quella di dicembre 2022, che prevedeva che Vivaservizi spa gestisse in house il servizio (approvata con il mio voto contrario come Sindaco di Senigallia, suscitando polemiche consiliari da parte della sinistra che mi accusava di aver isolato la città), bloccata dalla Corte dei Conti e poi ritirata dall’ATA prima di giungere al pronunciamento del TAR Marche.
  • La terza delibera, risalente al 27 settembre 2024, che prevedeva che Ancona Ambiente S.p.A. (società che comprende solo sei Comuni della Provincia di Ancona) gestisse in house il servizio (anche questa delibera assunta con il mio voto contrario in qualità di Sindaco di Senigallia, con le medesime polemiche citate in precedenza) è stata annullata dalla sentenza del TAR Marche la scorsa settimana.

Da quando sono Sindaco di Senigallia, ho assistito sia alla discussione della delibera del 2022 che a quella del 2024, e ricordo che in entrambi i casi  i funzionari e i consulenti dell’ATA ci hanno sempre garantito che l’atto sottoposto a discussione fosse stato concepito secondo i dettami normativi e nel rispetto delle pronunce giurisprudenziali che avevano annullato i deliberati precedenti.

Ci era stato assicurato che non ci sarebbero stati ulteriori inciampi, nonostante i documenti a corredo lasciassero presagire il contrario.

Evidentemente, le rassicurazioni fornite all’Assemblea si sono rivelate fallaci.

A nulla è valso che alcuni sindaci, come me, abbiano votato contro tali delibere, motivando puntualmente le loro criticità; le loro voci sono state silenziate dal voto finale.

Oggi la Provincia di Ancona e i Comuni che la compongono detengono un triste primato: per ben tre volte hanno cercato di deliberare l’affidamento in house della gestione dei rifiuti ed in tutti e tre i casi la relativa delibera è stata annullata dai vari organi giudiziari a causa di evidenti errori.

Come recita l’antico brocardo “errare è umano, perseverare è diabolico”.

La grave conseguenza di tutto ciò è che la raccolta dei rifiuti continua a essere gestita in base a un appalto di enorme valore economico, scaduto da molti anni e prorogato (legittimamente?)  proprio a causa di questi gravi errori, con evidente aggravio dei costi.

Un’ulteriore conseguenza preoccupante è che, nonostante tutto, si continua sia a mantenere in carica il management che ha gestito questa tragicomica vicenda negli anni, sia ad avvalersi degli stessi consulenti che hanno indirizzato l’Assemblea verso queste tre decisioni, poi annullate dalla magistratura.

Ora, chiedo a tutti voi che state leggendo questa mia riflessione: in quale azienda si permetterebbe alla dirigenza di rimanere al comando se ben tre procedure così importanti fallissero in modo così palese? In nessuna.

Eppure, come è accaduto nel Consiglio Comunale di Senigallia e sulla stampa, la sinistra locale preferisce creare confusione anziché aprire un serio e logico dibattito sulle responsabilità di questa incresciosa situazione e sul modo di uscirne.

In questo senso vanno intesi i miei interventi sul tema.

Incentrarsi sul dibattito riguardante la natura pubblica della gestione della raccolta, che ribadisco non è mai stata messa in discussione, come fa la sinistra locale, appare un evidente escamotage per evitare di affrontare un problema scomodo per chi ha scelto quel management.

È un po’ come nascondere la polvere sotto il tappeto.

Per i Sigg.ri Romano e Mangialardi, non sembra “incredibile” che ben tre delibere siano state dichiarate illegittime, né che l’ATA della Provincia di Ancona in quasi dieci anni non sia riuscita a deliberare un piano per il gestore unico dei rifiuti, con la conseguente proroga dei contratti di affidamento.

Per loro il problema è perché Senigallia, seconda città della Provincia, non ha votato come tutti gli altri senza farsi troppe domande.

Ad entrambi rispondo che è assolutamente inutile spostare la questione sull’appartenenza politica: qui il problema non è il far parte di una fazione piuttosto che dell’altra, ma cercare di capire come si possa risolvere il problema, individuando, in modo oggettivo e senza pregiudizi, le responsabilità di chi ha condotto la vicenda sino a qui.

Ad entrambi suggerisco in modo sommesso di anteporre gli interessi dei cittadini a quelli delle segreterie di partito: forse potrebbero per una volta riconoscere l’ovvietà e cioè che la scelta fatta dall’Amministrazione Comunale di Senigallia ha tutelato la collettività.

Per quanto ci riguarda abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità a rivalutare l’intera vicenda, purché venga affrontata senza pregiudizi, con dati oggettivi e con una soluzione che possa permettere di superare questa pericolosa serie di proroghe.

*Sindaco di Senigallia

 

 

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